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Vaccino anti-HPV

Vaccino anti-HPV

La malattia

L’infezione da papilloma virus umano è molto comune, si contrae attraverso l’attività sessuale e si stima che circa l’80% delle persone si infetti nel corso della vita. L’incidenza più elevata della malattia si riscontra per le donne attorno ai 25 anni e per gli uomini anche in età successiva. Esistono moltissime diverse tipologie di virus, quelle in grado di causare lesioni tumorali sono il 16 e il 18: sono responsabili di oltre il 70% dei casi di tumore al collo dell’utero.

Il vaccino

L’uso del profilattico, pur riducendo i rischi non protegge completamente dal virus, perché può infettare anche la pelle non protetta dal preservativo. La vaccinazione quindi viene raccomandata all’inizio della pubertà. Il vaccino contiene solo particelle dell’involucro esterno del virus e quindi non può causare la malattia, ma indurre invece una risposta immunitaria nel soggetto vaccinato. Il vaccino è altamente efficace: 90/100% dei maschi e delle femmine, in particolare se somministrato in età giovane. Il ciclo vaccinale prevede 2 dosi iniettate per via intramuscolare per i ragazzi fino ai 13/14 anni e 3 dosi se somministrata a ragazzi più grandi e agli adulti. In Italia sono disponibili : il vaccino anti HPV bivalente, somministrato solo alle femmine, il vaccino anti HPV tetravalente che contiene 4 sierotipi e viene somministrato a maschi e femmine e il vaccino anti HPV 9-valente che protegge maschi e femmine da 9 diversi tipi di virus.

Effetti collaterali

Effetti collaterali abbastanza comuni sono arrossamento, dolore, gonfiore nella zona dove è stata effettuata l’inoculazione che si risolvono spontaneamente nel giro di pochi giorni. Molto raramente possono presentarsi episodi di febbre, orticaria, nausea, dolore addominale. I pazienti affetti da lievi malattie (raffreddore, leggero stato febbrile) possono in generale essere vaccinati in sicurezza. In presenza di malattie medie o severe (come stati febbrili acuti) è necessario attendere la completa guarigione prima di procedere alla somministrazione del vaccino.

Chi è esonerato dalla vaccinazione

Non deve essere vaccinato chi ha manifestato una reazione allergica a una precedente dose del vaccino, o a qualsiasi componente del vaccino. A questo proposito è molto importante informare il medico nel caso in cui il paziente presenti allergia al lievito e/o al lattice.

Fonti: Le Vaccinazioni nell’Infanzia e nell’Adolescenza (Servizio Sanitario Emilia Romagna), VaccinarSì (Ministero della Salute).

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