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Vaccino antiemofilo

Vaccino antiemofilo

La malattia

L’emofilo B è un batterio molto comune, di solito il suo contatto con l’organismo non provoca danni, tuttavia in alcuni casi, nei bambini di età inferiore ai 5 anni può provocare patologie molto serie.
Il batterio emofilo può provocare la meningite, ma può anche colpire i polmoni, il cuore, le ossa provocando gravi patologie. La trasmissione del batterio avviene attraverso l’inalazione delle goccioline che vengono emesse con le secrezioni nasofaringee da parte di persone infette o portatori. La contagiosità del batterio è limitata anche se è più diffusa durante la primavera e l’autunno. Dopo l’introduzione della vaccinazione a metà anni ’90 le meningiti da emofilo B sono praticamente scomparse tra i bambini.

Il vaccino

L’efficacia del vaccino è altissima, copre circa il 99% dei vaccinati. Solitamente viene somministrato ai bambini in associazione ad altri vaccini (esavalente). La somministrazione avviene per via intramuscolare in 3 fasi: la prima dose viene somministrata a 3 mesi, la seconda a 5 e la terza tra gli 11 e i 13 mesi di vita.

Effetti collaterali

Il vaccino in generale è ben tollerato e gli effetti collaterali, come la tumefazione o il rossore nella zona dove si è effettuata la vaccinazione sono lievi e di breve durata. Può in alcuni casi comparire qualche linea di febbre che scompare in un paio di giorni.

Chi è esonerato dalla vaccinazione

Non devono essere vaccinati i pazienti che hanno gravi allergie ad un componente del vaccino, o se il soggetto ha avuto una reazione allergica ad una dose di vaccino precedente. È invece opportuno rimandare la vaccinazione in presenza di patologie moderate o gravi fino alla completa guarigione.

Fonti: Le Vaccinazioni nell’Infanzia e nell’Adolescenza (Servizio Sanitario Emilia Romagna), VaccinarSì (Ministero della Salute).

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